La campagna e la Romagna sono tornate

  • 19:30
  • Ristorante Santa Felicita - info@santadalberto.it

La campagna e la Romagna sono tornatePascoli a tavola

 

 

Il Centro di Cultura Europea Sant’Adalberto vi invita alla cena “La campagna e la Romagna sono tornate. Pascoli a tavola. Musica – Poesia – Ricordi al Ristorante Santa Felicita” con la guida di Ernesto Guidorizzi, Carlo Bortolozzo ed Elisabetta Rampini.

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Durante la serata si approfondirà la figura di:

Giovannino Pascoli,
nacque a San Mauro di Romagna il 31 dicembre 1855. Suo padre lavorava come amministratore nella tenuta La Torre dei principi Torlonia, luogo in cui viveva tutta la famiglia. Nel 1867, il 10 agosto, l’assassinio del padre, di cui non si è mai saputo, nonostante le ripetute indagini, se per ragioni di natura politica o per questioni legate al lavoro, interruppe bruscamente un’infanzia nel complesso serena. L’evento trasformò la vita dell’intera famiglia, che fu costretta lasciare la tenuta ed a trasferirsi nella casa della madre: la donna morirà però dopo pochi mesi nel 1868, poco dopo la scomparsa della figlia maggiore (in precedenza erano già morte altre due figlie).
Nel 1871 morirà anche il fratello Luigi, per meningite, e Giovanni dovette lasciare il collegio Raffaello dei padri Scolopi di Urbino, presso il quale nel 1862 aveva iniziato la propria carriera scolastica.
Nel 1873 ottenne una borsa di studio di 600 lire, che gli permise d’iscriversi alla facoltà di lettere dell’Università di Bologna, dove divenne allievo di Carducci. Nel 1876 fu costretto a lasciare l’università dopo aver perso la borsa; incominciò a frequentare l’ambiente socialista bolognese, che lo portò ad aderire alla Prima Internazionale dei Lavoratori, e, dopo il suo scioglimento, a un gruppo clandestino che ne continuò il progetto politico.
Intanto iniziò a pubblicare testi poetici su riviste.
Nel 1879 fu segnato da una piccola esperienza carceraria, fu infatti arrestato durante le agitazioni seguite alla condanna di un gruppo di militaristi sostenitori dell’anarchico Passamante, che aveva attentato alla vita di Umberto I. Fu accusato di oltraggio e grida sovversive, ma venne poi assolto, grazie alla testimonianza del maestro Carducci. Sollecitato da Carducci decise di riprendere gli studi e nel 1882 si laureò con una tesi sul poeta greco Alceo. Iniziò il lavoro d’insegnante e in seguito la carriera universitaria.
Aveva chiamato a vivere con sé le due sorelle Ida e Mariù da poco uscite dal convento, in cui erano entrate nel 1874 come educande. Nel 1895 Ida si sposò e con la sorella Mariù si trasferì a Castelvecchio di Barga, e con lei vivrà fino alla morte.
Nel 1891 pubblicò la sua prima raccolta poetica Myricae.
Il 6 aprile 1912 morì a Bologna, dove era stato trasferito su indicazione dei medici per l’aggravarsi della malattia che l’aveva colpito, è sepolto a Castelvecchio.

 

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