{"id":2556,"date":"2013-03-08T10:55:42","date_gmt":"2013-03-08T09:55:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.santadalberto.it\/?page_id=2556"},"modified":"2021-09-07T15:49:53","modified_gmt":"2021-09-07T13:49:53","slug":"lettera-di-giovanni-paolo-ii-a-monsignor-giuseppe-amari","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.santadalberto.it\/it\/lettera-di-giovanni-paolo-ii-a-monsignor-giuseppe-amari\/","title":{"rendered":"Lettera di Giovanni Paolo II a Monsignor Giuseppe Amari"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\"><b><i>LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II<br \/>\nA MONSIGNOR GIUSEPPE AMARI,<br \/>\nVESCOVO DI VERONA<\/i><\/b><\/h2>\n<h4 style=\"text-align: left;\"><i>Al Venerabile Fratello Giuseppe Amari, Vescovo di Verona.\u00a0<\/i><\/h4>\n<p>La diocesi di Verona celebra oggi in forma solenne il millesimo anniversario della consacrazione episcopale, avvenuta in codesta citt\u00e0, di sant\u2019Adalberto, Vescovo di Praga, unitamente alla festivit\u00e0 del patrono san Zeno.<\/p>\n<p>Questo avvenimento desta nel mio animo una profonda gioia spirituale. Si tratta di una ricorrenza estremamente significativa per mettere in luce il legame tra le Nazioni dell\u2019Occidente e dell\u2019Oriente europeo nella fede cristiana, base di un\u2019unica cultura e civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Sant\u2019Adalberto, infatti, \u00e8 di origine slava: il suo nome di Battesimo era \u201cVojtech\u201d, che significa \u201cconsolazione dell\u2019esercito\u201d, e sotto questo nome \u00e8 soprattutto conosciuto presso gli Slavi. La sua prima formazione dipese dalla spiritualit\u00e0 cirillo-metodiana, irradiata nella Boemia dalla confinante Grande Moravia. Successivamente a tale spiritualit\u00e0 si congiunse, nella sua persona, quella occidentale, rappresentata al suo tempo dal movimento cluniacense, facente capo a san Benedetto.<\/p>\n<p>Si tratta, come ebbi a dire in altra occasione, in certo senso di \u201cdue forme di cultura diverse, ma allo stesso tempo profondamente complementari\u201d: la cultura benedettina, \u201cpi\u00f9 logica e razionale\u201d; quella dei due santi fratelli greci, \u201cpi\u00f9 mistica e intuitiva\u201d (Giovanni Paolo II, <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/john_paul_ii\/speeches\/1981\/november\/documents\/hf_jp-ii_spe_19811106_radici-cristiane_it.html\"><i>Allocutio ad eos qui colloquio de communibus radicibus christianis Nationum Europearum interfuere coram admissos<\/i>, 2, 6 novembre 1981<\/a>: <i>Insegnamenti di Giovanni Paolo II<\/i>, IV\/2 [1981] 568). Entrambe hanno concorso e tuttora devono concorrere, in forza di tale loro mutua complementarit\u00e0, al mantenimento e al rafforzamento dell\u2019unit\u00e0 spirituale e culturale dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nell\u2019omelia che pronunciai a Gniezno, il 3 giugno 1979, non potei non attestare pubblicamente la riconoscenza che tutti i Popoli slavi, e la mia patria in particolare, debbono al santo Vescovo e Martire boemo. Infatti, proprio a Gniezno ricevettero una prima accoglienza le sue reliquie, dopo che furono recuperate con gesto generoso da parte del re. Se inoltre consideriamo che alla Sede metropolitana di Gniezno, eretta, si pu\u00f2 dire, sulle sue reliquie, apparteneva anche la diocesi di Cracovia, si comprender\u00e0 meglio il senso delle mie parole, quando, nella medesima omelia, aggiunsi: \u201cQuesto Papa porta in se stesso l\u2019eredit\u00e0 di Adalberto\u201d. Si tratta dunque di un Santo molto caro e noto al Centro-Europa, e la cui celebrazione solenne, oggi a Verona, citt\u00e0 di tradizionali rapporti intereuropei, potr\u00e0 indubbiamente servire a ritrovare le antiche comuni sorgenti, affinch\u00e9 \u201cla consapevolezza di questa comune ricchezza, diventata su strade diverse patrimonio delle singole societ\u00e0 del Continente europeo, aiuti le generazioni contemporanee a perseverare nel reciproco rispetto dei giusti diritti di ogni Nazione e nella pace, non cessando di rendere i servizi necessari al bene comune di tutta l\u2019umanit\u00e0 e al futuro dell\u2019uomo su tutta la terra\u201d (Giovanni Paolo II, <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/john_paul_ii\/apost_letters\/documents\/hf_jp-ii_apl_30121980_egregiae-virtutis_it.html\"><i>Egregiae virtutis<\/i><\/a>).<\/p>\n<p>L\u2019esempio di sant\u2019Adalberto si presenta quindi oggi pi\u00f9 che mai valido in un\u2019Europa che, pur conservando il tesoro inestimabile della Verit\u00e0 cristiana, vede tuttavia risorgere nel proprio seno, in varie forme, i fermenti di dissoluzione propri di quel pensiero pagano che era stato superato dalla novit\u00e0 del Vangelo, grazie all\u2019opera generosa e &#8211; diciamo pure &#8211; eroica dei primi missionari, tra i quali appunto il Santo patrono di Praga.<\/p>\n<p>Oggi, sul loro esempio, occorre riproporre il medesimo messaggio, in forme certo adatte agli uomini del nostro tempo; e mostrare come il Cristianesimo non \u00e8 un\u2019esperienza storica superata da nuove forme di redenzione umana, ma \u00e8, resta e sar\u00e0 sempre la \u201cnovit\u00e0\u201d per eccellenza, al di l\u00e0 di tutti i ritrovati che l\u2019uomo, con le sue sole forze, sapr\u00e0 escogitare nel corso della storia.<\/p>\n<p>Se cediamo alla tentazione di lasciare il Cristianesimo per le \u201cideologie\u201d di questo mondo, pensando di trovarle pi\u00f9 \u201cavanzate\u201d o pi\u00f9 efficaci, in realt\u00e0 non andiamo avanti, ma torniamo indietro. Questo dovrebbe insegnarci la recente storia europea, nella quale si pu\u00f2 constatare che l\u2019acconsentire a quella tentazione non \u00e8 stato senza rapporto con le catastrofi nelle quali essa \u00e8 precipitata, sperimentando forme di barbarie sconosciute agli stessi antichi pagani.<\/p>\n<p>L\u2019esempio di sant\u2019Adalberto e degli altri grandi fondatori dell\u2019Europa cristiana ci incoraggia a cercare e a trovare \u201cuna piattaforma d\u2019incontro tra le varie tensioni e le varie correnti di pensiero, per evitare ulteriori tragedie e soprattutto per dare all\u2019uomo, al \u201csingolo\u201d che cammina per vari sentieri verso la Casa del Padre, il significato e la direzione dell\u2019esistenza\u201d (Giovanni Paolo II, <i>Allocutio ad eos qui colloquio de communibus radicibus christianis Nationum Europearum interfuere coram admissos<\/i>, 3, 6 novembre 1981: <i>Insegnamenti di Giovanni Paolo II<\/i>, IV\/2 [1981] 569-560).<\/p>\n<p>Sant\u2019Adalberto \u00e8 il modello dell\u2019intellettuale divenuto Vescovo, evangelizzatore e riformatore, e che, in una totale donazione della propria vita, giunge al martirio per la causa di Cristo. Egli fu pieno di misericordia verso tutti, ma anche pronto a difendere con forza la dignit\u00e0 e i diritti di ogni uomo contro le oppressioni e le vessazioni dei potenti. Egli ci \u00e8 di esempio anche nel modo di impegnarci per la vera riconciliazione tra gli uomini e i cristiani.<\/p>\n<p>Da dove egli traeva questa grandiosa luce e forza spirituale? Da due sorgenti che non sapeva disgiungere; una profonda sete di studio, di contemplazione e di vita austera da una parte; e, dall\u2019altra, un\u2019assoluta fedelt\u00e0 alla Chiesa e al Sommo Pontefice. Gli spostamenti stessi che egli comp\u00ec nella sua vita testimoniano sensibilmente di questo duplice movimento del suo spirito tra il momento dell\u2019azione missionaria e quello della quiete contemplativa accanto al Vicario di Cristo, a Roma, dove visse alcuni anni in un monastero sull\u2019Aventino. Egli stesso, ritornato in Boemia, fond\u00f2, presso Praga, il monastero di Brevnov (992-993), che dette un forte impulso all\u2019irradiazione del Cristianesimo anche verso l\u2019Est.<\/p>\n<p>Possano le generazioni odierne raccogliere l\u2019insegnamento del grande patrono di Praga, come di tutti i Santi che si sono mossi nello stesso spirito, a cominciare da Benedetto, Cirillo e Metodio, per trovare in essi i criteri e i maestri di una nuova speranza e di un nuovo avvenire per l\u2019Europa cristiana e, attraverso di essa, per il mondo intero, per attuare un vero e pieno rispetto della dignit\u00e0 dell\u2019uomo fatto ad immagine di Dio.<\/p>\n<p>Con questi sentimenti e auspici, caro fratello, sono presente in spirito, con fervida partecipazione, alle solenni celebrazioni, ed invio a lei, al suoi collaboratori e a tutti i diletti figli della diocesi veronese la benedizione apostolica.<\/p>\n<p><i>Dal Palazzo Apostolico, 2 aprile dell\u2019anno 1983, quinto di Pontificato.<\/i><\/p>\n<p>GIOVANNI PAOLO PP. II<\/p>\n<p>[notification type=&#8221;notification_info_tiny&#8221;]\u00a9 Copyright 1983 &#8211; Libreria Editrice Vaticana[\/notification]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II A MONSIGNOR GIUSEPPE AMARI, VESCOVO DI VERONA Al Venerabile Fratello Giuseppe Amari, Vescovo di Verona.\u00a0 La diocesi di Verona celebra oggi in forma solenne il millesimo anniversario della consacrazione episcopale, avvenuta in codesta citt\u00e0, di sant\u2019Adalberto, Vescovo di Praga, unitamente alla festivit\u00e0 del patrono san Zeno. 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